#2014.

La confusione. La leggerezza. La temerarietà. Le corse. I piedi nudi che sbattono sulla sabbia bollente. I litigi. I ripensamenti. La voglia di fuggire. Quella di rimanere e battersi. Il delirio. Il vuoto. Le serate di follia, sfrenatezza, segreti e sotterfugi. La disperazione e la speranza. L’amore e la repulsione. Il magnetismo e le persone della stessa polarità.

Acqua. Fuoco. Ricordi.

Non credo di essere pronta a lasciare tutto questo. Questo caos, che è parte di me, questa mescolanza di modi di essere, di colori caldi che hanno forgiato le linee della mia personalità. Non sono pronta, forse perché sono talmente abituata a sorprendermi quando faccio qualcosa di inaspettato, che ho paura di non riuscire più a stupirmi di me stessa. Come ho fatto tempo fa.

Sono stata tante cose, dall’anello debole della catena fino alla salda punta dell’ancora. Ho costruito strade solide e ponti instabili, tracciato sentieri dissestati e scalato rocce ripide.

Poi mi sono persa, trovata, ritrovata a guardarmi da punti di vista diversi. Sono esplosa, implosa, ho creduto in quel che facevo anche quando non sarebbe valso la pena lottare. Perché, per me, vale sempre la pena lottare. Nonostante tutti. Nonostante tutto. E non credo di essere pronta a lasciare tutto questo…

Questo caos, che spesso ho odiato, che molti hanno frainteso e scambiato per innocente inadeguatezza, ora plasma ciò che sono, mi definisce e caratterizza. È ciò che mi ha resa forte, incrollabile, capace di ricomporsi dopo la peggiore delle tempeste. Credibile. Senza, sarei solo un pallino su una mappa che indica uno statico “siete qui”, invece no.

Sono la linea tratteggiata e imperfetta che si sposta durante il viaggio, tappa dopo tappa, senza mai fermarsi, senza mai smettere di credere.

Eppure non penso di essere pronta a lasciare tutto questo. Ma devo.

#2014.

TUTTO TORNA.